CHI SONO

La mia storia

Infanzia e gioventù

Sono nato nel 1985 in provincia di Verona, figlio di Sergio Bordini, artigiano del legno, e di Cristina Brunelli, impiegata amministrativa dell’azienda. Cresciuto tra scuola, piscina e bancali di legno, ho imparato presto il valore del lavoro, della disciplina e del fare le cose con impegno, e fin da adolescente ho vissuto con molta insicurezza il rapporto con le ragazze.
Dopo il diploma di perito meccanico, ho cominciato a lavorare nell’azienda di famiglia, convinto che lì avrei costruito il mio destino. Poi è arrivata una passione travolgente: il paracadutismo. Un amore totalizzante, che nel 2009 si è trasformato purtroppo in un incubo; almeno così è stato all’inizio.

Un drammatico cambiamento

Durante un atterraggio di allenamento mi sono schiantato al suolo ad altissima velocità. Come conseguenza ho riportato fratture multiple e lacerazioni, che hanno richiesto il coma indotto. Al risveglio, alcune settimane dopo, una tremenda scoperta: avevo perso completamente la vista.
Cinque mesi dopo l’incidente ho lasciato l’ospedale estremamente debole, ma perlomeno sulle mie gambe. Per la cecità non mi era ancora stata data una spiegazione definitiva.
In quel momento l’unica alternativa all’abbattimento fu il recupero fisico, e mi ci sono dedicato con estrema determinazione. Ha funzionato: in pochi mesi ho recuperato buona parte di forza e mobilità. Venne quindi il momento di fare i conti con le mie più profonde paure ancora irrisolte.

La svolta positiva

Di lì a pochi mesi, durante un seminario sulla Programmazione Neuro-Linguistica, entrai in contatto con un concetto assurdo e salvifico al tempo stesso: nella misura in cui accettiamo di essere responsabili di ciò che siamo e per ciò che accade, acquisiamo il potere di cambiare noi stessi e di influire sulle cose.
Approfondendo ulteriori concetti della PNL, cominciai a considerare quanto fosse difficile, talvolta impossibile, controllare gli eventi e quanto fosse invece enormemente più semplice e risolutivo imparare a gestire sé stessi in relazione agli eventi.
Da quel momento iniziai a lavorare ogni giorno per trasformare il mio pensiero, ricostruire la mia autonomia e creare la migliore realtà in cui vivere.
E iniziarono anche ad accadere cose incredibili, giorno dopo giorno.
Il primo grande regalo che la vita mi fece riguardò una ragazza meravigliosa, che nonostante tutti i miei problemi si innamorò di me.
Il secondo grande miracolo, che lasciò mia madre incredula, fu che iniziai a mangiare verdure. Stavo cambiando, internamente e in profondità, e conseguentemente anche la realtà esteriore si adattò alle mie trasformazioni.

L’impossibile che diventa realtà

Dopo tre anni avevo accumulato sufficiente fiducia verso questa nuova visione della vita per intraprendere un progetto estremamente pericoloso, se giudicato con il comune modo di pensare.
Volevo lanciare un forte messaggio di fiducia e di fratellanza, che non avesse limiti culturali o geografici.
Così intrapresi da solo il giro del mondo, facendomi aiutare strada dopo strada, città dopo città, regione dopo regione, da tutte le persone che incontravo lungo il mio cammino. Una cieca fiducia nel prossimo.
Il risultato?
In due anni e mezzo attraversai 90 paesi in tutti i continenti, dimostrando che è possibile trovare amici in ogni angolo della terra, se si è disposti per primi a credere in una realtà migliore di quella che ci viene raccontata ogni giorno.
Da questo viaggio è nato nel 2023 il libro Il giro del mondo come non lo avete mai visto, i cui proventi sostengono l’istruzione di bambini delle strade di Kampala, in Uganda.

La storia si ripete

Durante la pandemia di pochi anni fa, chiuso da solo in casa, stavo cercando un modo per ammazzare il tempo.
Spinto da un impulso irrazionale, distrussi un puzzle che si trovava appeso in soggiorno, per poi provare a ricomporlo, da cieco. Si trattava di un 1000 pezzi, ed inizialmente la considerai un’impresa impossibile.
Dopo i primi giorni di tentativi completai la cornice esterna, ed ero pure riuscito ad inserire qualche tessera interna del gioco. Stimai però che, di quel passo, avrei impiegato circa due anni per comporre l’intera opera, e la misi da parte.
Acquistai comunque puzzle più piccoli, poiché sentivo una voce dentro di me che mi esortava a proseguire in quella folle avventura. In qualche angolo del mio inconscio qualcosa si era messo in moto.
Nei primi mesi, con molto tempo a disposizione, misi a punto alcune tecniche che mi consentirono di completare puzzle da 150, 300, fino a 500 pezzi. Nonostante ciò fosse sorprendente, mi resi presto conto con estremo rammarico che, all’aumentare del numero delle tessere, il divario tra me e chi ci vedeva risultava sempre maggiore. Per scongiurare che l’impresa si arenasse era necessaria una prospettiva non ancora adottata.
Si dice che con un “cosa” abbastanza grande, e un “perché” ancora più grande, il “come” arriva.
Forte di un’impresa impossibile già realizzata, dichiarai un giorno il mio intento:
“Voglio essere in grado di completare un 15 mila pezzi al pari di chi ci vede! “
E mentre stavo completando La notte stellata di Van Gogh, il mio secondo 500 pezzi, arrivò l’illuminazione.

Per un bene superiore

Quando utilizziamo le nostre energie, il nostro tempo, le nostre risorse per realizzare un fine che va al di là di noi, tutto si amplifica, ed entriamo in connessione con una coscienza e un potere infiniti.
Non può che essere così, poiché ritengo di avere un’intelligenza nella norma, eppure l’idea che mi è arrivata ha qualcosa di geniale.
Il sistema che ho brevettato consente di comporre un puzzle senza usare la vista, in tempi simili a quelli di coloro che possono usarla.
L’ho implementato in puzzle tradizionali, ed ho cominciato a produrli. Si tratta dei primi puzzle inclusivi al mondo, che rispecchiano perfettamente il principio di designed for all: puzzle apparentemente classici, con un piccolo dettaglio pressoché invisibile, che fa però tutta la differenza.
“Datemi un punto di vista in più, e trasformerò il mondo.”

La mia missione

Da quel lontano 2010, in cui cominciai a mettere in pratica e vivere sulla mia pelle principi e benefici di PNL e crescita personale, sono stato protagonista di una profonda trasformazione.
L’evoluzione è un processo che riguarda tanto l'”essere” quanto il “fare”, nel primo caso la trasformazione è interiore, nel secondo la sua manifestazione è esteriore.
Ho capito che voglio e devo mettere al servizio degli altri l’essenza di ciò che mi ha permesso di rinascere.
Per questo motivo ho continuato a studiare ed applicare su me stesso, ed ho ottenuto le certificazioni necessarie per svolgere la professione di Mental Coach.
Studio ogni giorno, anche materie che vanno ben oltre il Coaching, poiché sono convinto che l’espansione di coscienza sia un viaggio infinito e non può essere limitato alla sola parte mentale. Credo profondamente nel valore della triade corpo-mente-spirito, e che sia fondamentale nutrire ognuno di questi aspetti per vivere e crescere in equilibrio.

Alessandro Bordini